Sito ufficiale dell'amministrazione comunale di Sardara
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Il comune di Sardara sorge arroccato su uno sperone marnoso al centro della fertile pianura del
Campidano. È situato nella Bassa Marmilla a un altitudine di 163 m slm e, con i suoi
4300 abitanti, è uno dei più importanti degli oltre venti paesi della nuova provincia del Medio
Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di
Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo.
Storicamente appartenente alla curatoria di Bonorzuli, si caratterizza per la presenza
del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche
thermae romane, per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro
dell'abitato. Sardara è certamente nata paese rurale ed agricolo per le sue belle campagne, per la
pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino, e per il suo
sistema collinare che, oltre al suo Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e
Villanova.
Il centro abitato, che si trova ai piedi della collina di
su Sibizziri, nella parte più antica, si sviluppa con un susseguirsi di costruzioni,
offrendo dal poggio antistante un panorama, gradevole e luminoso.
Il centro storico, ricco di fascino ed estremamente evocativo, ci riporta indietro nel tempo;
qui si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in
assoluto, spesso realizzate con alti muri in trachite inframmezzati da inserti in mattoni in
argilla di colore rossastro "
ladiri". Le case a corte fanno bella mostra di se con i loro portali padronali, curati ed
impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull’architrave il
simbolo d’appartenenza corporativa come fabbri, sellai vignaioli. Le strade, linde ed ordinate,
acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d’altri tempi.
Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona
poco distante dal centro abitato; attive fino a pochi decenni fa, presentano una serie di filoni di
barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica.
Sicuramente, il punto di forza di Sardara è l’incredibile patrimonio archeologico, riassunto nel
museo Villa Abbas, uno dei più belli della Sardegna, meta assolutamente imperdibile.
Le chiese, alcune piccoli gioielli d’architettura, arricchiscono l’interesse della cittadina,
quella di San Gregorio del 1300, la chiesa intitolata alla Beata Vergine Assunta, la più
importante, e ancora, fuori del paese, la chiesetta di
Santa Maria Acquas, piccolo santuario, da secoli meta di pellegrinaggi e sede di un’i
mportante festa.
Sardara è famosa per la presenza nel suo territorio delle Terme di
Santa Maria Acquas. Le terme, immerse in un bosco di eucalipti che dista appena 2
chilometri dal centro abitato, sfruttano fin da tempi antichi, alcune sorgenti di acque
mineralcarbonato-alcaline che sgorgano a temperature vicine ai 60, 70 gradi centigradi.
A pochi chilometri dal paese sono le Terme di Sardara, moderno complesso curativo, non
lontano dal quale rimangono le testimonianze della presenza dell'uomo sin da epoca eneolitica, come
il nuraghe
Arigau o i resti delle terme romane.
Sotto l’egida del consorzio
Sa Corona Arrubia, il paese ha aderito ad un progetto di sviluppo turistico e si afferma
sul mercato anno dopo anno, grazie al mix dato appunto dal turismo termale e quello
archeologico culturale.
Nel luglio 2005, insieme ad Aggius, Laconi e Gavoi, ha ricevuto la prestigiosa bandiera
arancione del Touring Club, destinata alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per
un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità.